Gene Krupa e "Sing, Sing, Sing": quando la batteria diventò protagonista
· Andrea Ciosti Cetica
Oggi ci sembra normale che il batterista abbia il suo momento sotto i riflettori: un assolo, un applauso, il pubblico che lo cerca con lo sguardo. Ma non è sempre stato così. Per molto tempo la batteria era "solo" il motore della band, qualcosa che si sentiva ma non si guardava. Poi è arrivato Gene Krupa.
Un ragazzo di Chicago
Eugene Bertram Krupa nasce a Chicago il 15 gennaio 1909. A metà degli anni Venti suona già da professionista nella scena jazz della città, e nel 1927 registra i suoi primi dischi con la band di Red McKenzie e del chitarrista Eddie Condon. In quelle sedute di dicembre 1927 succede una cosa che oggi diamo per scontata: Krupa è tra i primi batteristi jazz a usare la cassa in una registrazione. Fino ad allora, per paura di "rovinare" i delicati sistemi di incisione, la cassa spesso restava fuori dallo studio.
Con Benny Goodman
Nel dicembre 1934 Krupa entra nell'orchestra di Benny Goodman, il "re dello swing". Suona anche nel quartetto di Goodman, uno dei primi gruppi jazz integrati, con musicisti bianchi e neri sullo stesso palco: una scelta coraggiosa per l'America di quegli anni.
Il 6 luglio 1937, a Hollywood, l'orchestra registra "Sing, Sing, Sing", un brano scritto da Louis Prima nel 1936. La versione di Goodman dura quasi nove minuti e occupa entrambe le facciate di un disco a 78 giri. Al centro di tutto ci sono i tom di Krupa: quel ritmo tribale, insistente, che trascina l'intera orchestra. Sono considerati i primi assoli di batteria estesi mai pubblicati su disco. Nel 1982 quella registrazione è entrata nella Grammy Hall of Fame.
La notte della Carnegie Hall
Il 16 gennaio 1938 Goodman porta il jazz alla Carnegie Hall di New York, il tempio della musica classica. È un concerto storico, e "Sing, Sing, Sing" si allunga fino a oltre dodici minuti, con gli assoli improvvisati. Krupa, con la sua energia e il suo modo spettacolare di suonare, è uno dei protagonisti della serata.
Poco dopo lascia Goodman e fonda la sua orchestra. Il motivo, raccontano, è anche questo: Krupa voleva la batteria in primo piano, Goodman voleva che il centro della scena restasse il clarinetto.
Non solo uno showman
Sarebbe un errore ricordare Krupa solo per lo spettacolo. Fu il primo grande testimonial della Slingerland e contribuì allo sviluppo dei tom accordabili, con pelle sopra e sotto. Con Zildjian lavorò sui piatti del charleston e aiutò a dare un nome ai piatti che usiamo ancora oggi: ride, crash, splash. In pratica, una buona parte del set che hai davanti ogni volta che ti siedi alla batteria porta anche la sua firma.
Nel 1959 Hollywood gli dedicò un film, The Gene Krupa Story, con Sal Mineo nel ruolo del batterista. Gene Krupa muore a Yonkers, vicino a New York, il 16 ottobre 1973. Nel 1978 è il primo batterista inserito nella Hall of Fame della rivista Modern Drummer. Buddy Rich, uno che non faceva complimenti facilmente, disse di lui che era "l'inizio e la fine" di tutti i batteristi.
Cosa possiamo imparare da Krupa
Da insegnante, quello che amo di Krupa è il suo messaggio: la batteria è uno strumento musicale, non solo un metronomo. Ha un suono, una voce, una presenza scenica.
Ascolto e esercizio della settimana: ascolta la registrazione del 1937 di "Sing, Sing, Sing". Poi prova a suonare un groove solo sui tom: cassa sui quattro movimenti, e sui tom un pattern di crome con l'accento sul primo e sul terzo movimento, a 120 bpm. Concentrati sul suono: ogni colpo deve "cantare". È il primo passo per suonare con la stessa presenza di Krupa.