Tony Williams: il ragazzo che a 17 anni entrò nel quintetto di Miles Davis
· Andrea Ciosti Cetica
Pensa a quello che facevi a 17 anni. Ora immagina di passarli sul palco con Miles Davis, uno dei musicisti più importanti del Novecento, a guidare dalla batteria una delle band più rivoluzionarie della storia del jazz. È quello che è successo a Tony Williams.
La sua è una storia di talento precoce, certo. Ma è anche la storia di un ragazzo che non si è accontentato di stare al passo dei grandi: li ha spinti in una direzione nuova.
Da Chicago a Boston
Anthony Tillmon Williams nasce a Chicago il 12 dicembre 1945, ma cresce a Boston. È lì che, ancora ragazzino, comincia a studiare con Alan Dawson, batterista e insegnante leggendario, che negli anni formerà generazioni di musicisti.
Appena adolescente, Tony suona già con il sassofonista Sam Rivers, che a Boston esplorava l'improvvisazione libera. Pensa a quanto deve essere stato importante, per un ragazzo così giovane, misurarsi fin da subito con una musica tanto aperta e sperimentale.
A New York con Jackie McLean
A 16 anni il sassofonista Jackie McLean lo sente suonare in un club di Boston e lo porta con sé a New York: siamo alla fine del 1962. Tony comincia a suonare regolarmente con lui, nel cuore della scena jazz più importante del mondo.
Basta poco perché il suo nome circoli. Nel giro di qualche mese arriva la chiamata che cambia tutto.
Diciassette anni, Miles Davis
Nel 1963, a 17 anni, Tony Williams entra nel gruppo di Miles Davis. Nello stesso anno suona nel disco Seven Steps to Heaven. Con lui ci sono Herbie Hancock al pianoforte e Ron Carter al contrabbasso; poco dopo arriva Wayne Shorter al sassofono.
Nasce così quello che oggi tutti chiamano il secondo grande quintetto di Miles Davis. In dischi come E.S.P. e Miles Smiles, la sezione ritmica non si limita più ad "accompagnare": dialoga, rilancia, cambia la tensione del brano. E la batteria di Tony, giovanissimo, è uno dei motori di questa libertà.
Mentre suona con Miles, Tony registra anche da leader per la Blue Note: il suo primo album, Life Time, esce nel 1964. Resta con Davis fino al 1969, l'anno di In a Silent Way, il disco che apre la strada alla svolta elettrica di Miles.
Lifetime ed "Emergency!"
Nel 1969 Tony fa un passo ancora più coraggioso: fonda il suo gruppo, The Tony Williams Lifetime, con il chitarrista inglese John McLaughlin e l'organista Larry Young. Il primo disco si chiama Emergency! ed esce nello stesso anno.
È un trio che mescola jazz e rock con un volume e un'energia mai sentiti prima in quel mondo. Oggi Emergency! è considerato uno dei dischi fondamentali della fusion, uscito proprio mentre quel genere stava nascendo.
Una vita breve, un'eredità enorme
Tony Williams muore il 23 febbraio 1997 a Daly City, in California, a soli 51 anni, per complicazioni dopo un intervento chirurgico. Lascia una discografia enorme e un'idea precisa: la batteria nel jazz può essere una voce libera, che guida e sorprende, non solo uno strumento che tiene il tempo.
Da provare questa settimana
Prima di tutto, ascolta: metti Miles Smiles e segui solo la batteria per un brano intero. Poi passa a Emergency! e nota quanto cambia il mondo sonoro nel giro di pochi anni.
Poi un piccolo esercizio di swing, per entrare in quel linguaggio. Ride con la R sul classico ritmo jazz ("ding, ding-ga, ding, ding-ga"), hi-hat chiuso col piede sul 2 e sul 4. Quando è stabile, aggiungi colpi liberi di rullante con la L, piano, come se rispondessi al ride. Parti da 100 bpm e sali fino a 140 bpm, senza mai perdere la regolarità del ride. Se vuoi ripassare la base, trovi esercizi utili in Indipendenza mani-piedi.
E tu, conoscevi la storia di Tony Williams? Qual è il tuo disco preferito tra quelli con Miles e quelli dei Lifetime?